La solidarietà del web per Giovanni Tizian

Il giornalista sotto scorta ha ricevuto minacce dalla mafia a causa del suo lavoro, migliaia i messaggi


MILANO
- Ha raccontato storie di mafia. Ha spiegato come la ‘ndrangheta e la camorra si sono infiltrate in tutto il Nord. Con un occhio di riguardo per l’Emilia R0magna e la sua città adottiva: Modena. Molte inchieste e poi un libro: Gotica. A Giovanni Tizian piace il suo lavoro. Ma il suo lavoro non piace alle cosche che lo hanno minacciato. Minacce ritenute più che credibili. Così dal 22 dicembre è sotto scorta. «Non mi aspettavo che la mia vicenda venisse divulgata», spiega al telefono il giornalista di 29 anni. Proprio il giornale per cui collabora, La Gazzetta di Modena (lavora anche per Linkiesta), ha deciso di raccontare la sua storia. E in poche ore in migliaia di persone hanno espresso solidarietà. Da Nichi Vendola a Lega Ambiente, passando per i partiti.

DALLA CALABRIA ALL’EMILIA - «Alcuni messaggi mi hanno davvero commosso». In particolare la campagna «Io sono Giovanni Tizian», portata avanti dall’Associazione da Sud. L’emozione si mischia allo sconforto, «speriamo che questa situazione finisca presto». Poi c’è la paura che «grazie all’arrivo di queste due persone che mi seguono dovunque» sembra per il momento accantonata. Di certo rimane la voglia, di fare il proprio lavoro. «Sono giovane e certo continuerò a scrivere di queste vicende». Il clan dei Casalesi, la ‘ndrangheta, la mafia. Non è la prima volta che Tizian ha a che fare con le cosche. Suo padre nell’89 è stato ucciso a colpi di pistola. L’anno prima la fabbrica del nonno è stata data alle fiamme. Così si è trasferito con la famiglia al Nord, in Emilia. In un luogo che forse pensavano lontano da quella realtà abbandonata. Ma forse la voglia di combattere le mafie era troppo grande. Così preso il tesserino Tizian ha cominciato ad occuparsi delle infilitrazione nella sua regione. E non solo: «Anche in Piemonte e Lombardia». Un lavoro meticoloso, attento. Per quattro euro a pezzo. E ora vive sotto scorta.

LA SOLIDARIETÀ - Il primo a mobilitarsi è stato il popolo del web. Migliaia i messaggi di solidarietà su Twitter e su tutti i social network. Poi le associazioni, Lega Ambiente, la Fnsi. E i politici.

Benedetta Argentieri
[email protected]

via Corriere.it

One Response to La solidarietà del web per Giovanni Tizian

  1. Non so che dire, sono basito… coraggio

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>