GIOVANNI TIZIAN – LA NOSTRA GUERRA NON E’ MAI FINITA

18 maggio 2013  ore 18.00

ALLE TENDA A MODENA Via Monte Kosica

                                               con Coordinamento Libera Modena, Presidio Libera Peppe Tizian, Associazione culturale l’Asino che Vola

LA NOSTRA GUERRA NON E’ MAI FINITA ALLA LIBRERIA IBS DI MANTOVA


LIBRERIA IBS MANTOVA

Via Verdi 50

Venerdì 17 maggio 2013 ore 18.00

 

 

Giovanni Tizian presenta  La nostra guerra non è mai finita

Interviene il Direttore della Gazzetta di Mantova Paolo Boldrini

LA NOSTRA GUERRA NON E’ MAI FINITA A ROMA – LA FELTRINELLI GALLERIA SORDI

INCONTRO CON GIOVANNI TIZIAN

La nostra guerra non è mai finita

Mercoledì 15 Maggio 2013 dalle ore 18:00

piazza Colonna, 31/35 – 00187 Roma RM

la Feltrinelli Libri e Musica

Giovanni Tizian presenta La nostra guerra non è mai finita(Mondadori). Intervengono Gianfrancesco Turano e Roberto Pennisi

GIORNALISMO: ART. 21, PREMIEREMO TIZIAN, IACONA, BOLDRINI E KYENGE

AGENPARL) – Roma, 15 mag - L’associazione articolo 21, che aveva già deliberato di assegnare ai giornalisti Riccardo Iacona e Giovanni Tizian, il tradizionale premio “Paolo Giuntella” dedicato a chi contribuisce ad illuminare mondi e temi oscurati, ha deciso di attribuire un riconoscimento speciale a due donne che, nel passato e nel presente, hanno dedicato e dedicano la loro vita agli “Invisibili” e a straordinarie battaglie di civiltà: dal riconoscimento dei diritti per i più deboli, sino allo ius soli e alla strenua difesa della Costituzione. Si tratta di Laura Boldrini, presidente della camera, e Cecile Kyenge, ministra della integrazione che,con la loro azione, hanno contribuito e contribuiscono a riportare alla attenzione della politica e dei media temi e persone che, altrimenti, sarebbero stati confinati nelle note a pié di pagina…” Lo rendono noto Stefano Corradinoe Giuseppe Giulietti, direttore e portavoce di Articolo21. “Per queste ragioni, ed anche perché donne coraggiose, stanno subendo attacchi, aggressioni e ingiurie da parte di chi strapperebbe volentieri alcune pagine dalla nostra carta costituzionale, in particolare quelle relative alla’guaglianza dei cittadini di fronte alla legge e al divieto di discriminare chiunque per motivi razziali, religiosi, politici. Da oggi Articolo21 avvierà una campagna per sostenere le loro battaglie e lancerà la campagna “Io sto con Laura e con Cecile” e con tutte le persone che si battono per il riconoscimento dei diritti civili, sociali e politici, senza eccezione alcuna”.

via Agenzia Parlamentare 

GIORNALISTI DI MAFIA A 3 EURO: TRA APPLAUSI E RABBIA IL PRIMO PREMIO MIMMO CALABRO’

Ieri al Teatro Sangiorgi si è svolta la prima edizione del premio nazionale di giornalismo giudiziario investigativo dedicato al giornalista scomparso “Domenico Calabrò”.

Domenico Calabrò, Mimmo per gli amici, era un caposervizio della Gazzetta del Sud, e responsabile dell’edizione locale della Gazzetta del Sud di Messina e direttore della rivista Microcredito e Microfinanza. Calabrò, possiamo definire che è morto mentre assolveva al suo dovere di giornalista, fintanto che alla guida della sua auto, colto da malore davanti la sede del comando provinciale dei carabinieri di Catania nella centralissima Piazza Verga, tentava di lasciare un comunicato stampa, fatalmente l’ultimo. E’ mancato, di notte, proprio davanti al cancello della caserma.

Fin da ragazzino si era dedicato al giornalismo d’inchiesta per  raccontare quelle verità che spesso non si vuole raccontare, occupandosi per la Gazzetta del Sud di un argomento “spinoso” quale quello della drangheta.

Un giornalista, un amico, ma soprattutto un padre che amava il suo lavoro. Mimmo è stato ricordato dai suoi figli e dai tanti amici e colleghi.

Alla serata, condotta dalla giornalista Costanza Calabrese, volto noto del Tg 5. , sono intervenuti il Procuratore di Salerno Franco Roberti,Catello Maresca e Giovanni Conzo pm. della DDA di Napoli, e il presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, Enzo Jacopino, il quale, durante la premiazione, ha voluto sottolineare non solo lo stato di precarietà della categoria ma anche i vergognosi “compensi” dati ai giornalisti, schiavi di un sistema che non fa altro che fare gli interessi solo di pochi limitando così anche quella libertà di stampa che dovrebbe essere la regola cardine del giornalismo ma che spesso non è così.

Chi decide di fare il giornalista e lo fa con professionalità (al di là se sia pubblicista o professionista) è  perché crede in questo lavoro e con il suo operato vuole andare in fondo sempre alla ricerca della verità e quando si cominciano a toccare argomenti come la drangheta o la camorra o la mafia allora cominciano le minacce, gli avvertimenti “o ti stai zitto oppure….” , come è successo a Giovanni Tizian oggi sotto scorta, premiato nella sezione “Giornalisti coraggiosi”.,  che con i suoi due libri  “Gotica. Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la Linea” e “La nostra guerra non è mai finita” parla della  drangheta dando così non poco “fastidio” a qualcuno.

Fare giornalismo investigativo vuol dire andare oltre a un semplice fatto di cronaca nera perchè un bravo giornalista si domanda sempre cosa ci sia dietro a quel fatto e da li fino ad  arrivare alla verità e a volte mettendo a repentaglio la vita.

Seby Bella e Monica Colaianni

Vedi la video intervista

 Via Sudpress

Giovanni Tizian riceverà il premio “Domenico Calabrò” di giornalismo investigativo

“La nostra guerra non è mai finita” (Mondadori), è il nuovo libro di un giovane cronista sotto scorta Giovanni Tizian, che sarà ospite della prima edizione del premio nazionale di giornalismo giudiziario investigativo dedicato al giornalista scomparso “Domenico Calabrò”. Il secondo libro, del giornalista calabro-emiliano è il viaggio di un giovane cronista attraverso le capitali italiane della ‘ndrangheta.
Dalle radici dell’impero alle nuove frontiere settentrionali dell’organizzazione mafiosa più segreta e potente. L’appuntamento è per domenica 12 maggio alle ore 18:00 al teatro Sangiorgi di Catania.
Parteciperanno, inoltre, il presidente dell’OdG nazionale Enzo Iacopino, giornalisti di Raitre Napoli e Catania, giornalisti minacciati dalle mafie, giornalisti di testate nazionali, e personagginoti nel mondo della televisivo come Giulio Golia del programma di
Italia Uno “Le Iene”. La serata sarà condotta dalla giornalista Costanza Calabrese, volto noto del Tg 5.

Tra gli ospiti ci saranno il Procuratore di Salerno Franco Roberti, Catello Maresca e Giovanni Conso pm. della DDA di Napoli. Inoltre, saranno presenti, autorità militari, civili, e sociali come le
associazioni antimafia-antiraket. La Corale e l’orchestra ANPS della Polizia di Stato.

Via Gazzetta di Sicilia 

 

Giornalismo e Memoria: Catania, stasera premio “Domenico Calabrò” a Giovanni Tizian

giornalismo_revIl riconoscimento al cronista autore di libri e inchieste sulla criminalità organizzata e che vive sotto scorta.

Al “Sangiorgi” numerosi ospiti per ricordare un giornalista ancora vivo nel cuore di tanta gente…

di iena senza paracadute

Ieri mattina, a Catania, all’Istituto di Incremento Ippico, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Premio “Domenico Calabrò” 2013, alla presenza del segretario dell’Assostampa catanese Daniele Lo Porto e di familiari di Calabrò. I rappresentanti dei soggetti organizzatori hanno spiegato il senso del riconoscimento nazionale di giornalismo giudiziario e investigativo. Quest’anno, sarà premiato Giovanni Tizian, cronista autore di libri e inchieste sulla criminalità organizzata, in particolare sull’ ‘ndrangheta, che vive sotto scorta da anni.

L’appuntamento di oggi è alle ore 18,00, presso il Teatro Sangiorgi di Catania dove si terrà la manifestazione di premiazione che – in collaborazione con il Provveditorato agli studi di Catania – vede coinvolte diverse rappresentanze del mondo scolastico. La serata sarà condotta da un volto noto della tv, la giornalista Costanza Calabrese del TG5. Allieterà la manifestazione la Corale dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato.

Al concorso hanno partecipato diversi nomi eccellenti del giornalismo nazionale, come Fabio Isman ed altri. Ospiti d’eccezione saranno il procuratore di Salerno Franco Roberti – candidato alla poltrona di procuratore antimafia – e due pm della DDA di Napoli, Catello Maresca e Giovanni Conzo, indicati da alcuni giornali come i “cacciatori di teste” del clan dei Casalesi.

Domani, 13 maggio, il pool dei magistrati si recheranno presso due istituti scolastici: il Galileo Galilei e l’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Monte Pò, per parlare ai giovani di legalità. Alle ore 17,30 poi, presso la libreria Cavallotto di Corso Sicilia, si terrà la presentazione di due libri: “L’ultimo di Casalesi” di Catello Maresca e del giornalista del “Manifesto” Francesco Neri, e “Mafie” di Giovanni Conzo e del Giornalista del Mattino Giuseppe Crimaldi. Relatore il dott. Sebastiano Ardita ( Magistrato).

via Iene Sicule

‘conCittadini’, il progetto di partecipazione voluto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

Un gioco da tavolo, un documentario, l’incontro con un coetaneo cresciuto in una famiglia mafiosa deciso a tagliare ogni ponte con il suo passato. Ancora: esperienze di cittadinanza attiva, come ridare vita a un parco abbandonato, una attenzione maggiore al consumo critico per evitare di finanziare, anche solo indirettamente, chi delinque: sono solo alcune delle risposte che gli oltre 12.500 ragazzi coinvolti quest’anno in ‘conCittadini’, il progetto di partecipazione voluto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e pensato per scuole, associazioni e territori, hanno dato di fronte alla richiesta di pensare a una iniziativa finalizzata all’educazione alla legalità; idee, realizzate, che oggi sono state presentate nella Sala Polivalente ‘Guido Fanti’ dell’Assemblea legislativa dagli stessi studenti, in un incontro al quale hanno partecipato la presidente dell’Assemblea legislativa, Palma Costi, il giornalista Giovanni Tizian e il Maggiore Fernando Cassanelli, del Comando provinciale di Bologna dell’Arma dei Carabinieri.

“Le istituzioni sono costruttrici di democrazia, ma oggi noi siamo solo un tramite per permettervi di far conoscere le vostre idee- ha affermato Costi-, possiamo e dobbiamo imparare a scrivere insieme le regole della società che insieme viviamo”. La presidente ha invitato i ragazzi a “sviluppare la consapevolezza che questa ricca terra è purtroppo dentro ai meccanismi che governano il peggio dell’economia mondiale, e una zona come quella del cratere del terremoto dell’anno scorso ora può essere ancora più esposta- avverte-, ma non dimentichiamoci che l’illegalità non può mai essere accettata, anche a costo di grandi sacrifici, e l’unico antidoto a nostra disposizione per questo male è l’educazione alla legalità che come Assemblea portiamo avanti con iniziative come questa: con gli studenti, con le scuole, con i giovani, con gli educatori”.

Il Maggiore Cassanelli ha ricordato “l’importanza della convergenza delle istituzioni sul tema comune della legalità per creare anticorpi nei confronti di qualunque tipo di criminalità, organizzata o meno” che sia, e sottolineato “la necessità di partecipazione attiva da parte dei giovani, che sono altrimenti restii alle lezioni dalla cattedra, come dimostra anche una certa remore a creare rapporti con le ‘divise’”. L’obiettivo è “creare e mantenere un circolo virtuoso” e “oggi mi ha personalmente sorpreso la profondità e la complessità delle tematiche sollevate dai ragazzi”.

Protagonista atteso è stato Giovanni Tizian: davanti ai ragazzi, proveniente da scuole di tutta la regione, ha prima ripercorso la sua storia, dall’omicidio del padre per mano della ‘ndrangheta in Calabria al suo trasferimento in Emilia, per poi lasciare spazio a una vera e propria lezione su mafia e antimafia e in particolare sui rischi delle infiltrazioni in Emilia-Romagna, conquistando l’attenzione degli studenti. “Infiltrazione o radicamento poco cambia, è ormai evidente che le criminalità organizzate sono entrate nel nostro tessuto sociale, tanto che una sede a Bologna della Direzione antimafia è stata richiesta con urgenza- ha raccontato Tizian-, ma non dobbiamo dimenticare che tutti, non solo le forze dell’ordine, possono combattere le mafie”. Il giornalista, che ora vive sotto scorta in seguito alle minacce ricevute per le sue inchieste, ha salutato i ragazzi affidando loro una grande responsabilità: “La vostra voglia di partecipare dimostra che non avete nessuna colpa per i mali di questo Paese, al contrario di quanto sostengono molti che sono in realtà i primi a impedirci di avere un futuro. Grazie alla vostra formazione e a iniziative come ‘conCittadini’- ha concluso- avete più consapevolezza di alcuni politici, ed è questa l’unica chiave di successo, perché è la riservatezza, il poter agire nell’indifferenza, la più grande ricchezza della criminalità organizzata”.

Via Modena 2000

LA NOSTRA GUERRA NON È MAI FINITA Il libro di Giovanni Tizian sarà presentato domani, 11 maggio, alle 18, a Lo Spazio di via dell’Ospizio

PISTOIA. Sabato 11 maggio alle ore 17, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, in collaborazione con Legambiente Pistoia, verrà presentato il libro di Giovanni Tizian, La nostra guerra non è mai finita(Mondadori, 2013, p. 227, euro 16,00).
Ne discuteranno con l’autore, Antonio Pergolizzi (Responsabile Ecomafie Legambiente), Antonio Sessa (Presidente Legambiente Pistoia). Modererà il dibattito Daniela Sgambellone.
«Il 23 ottobre 1989 uccidono mio padre, ho sette anni e mi dicono l’essenziale. Starà poi a me ricostruire tutto, per ridargli dignità». Nasce per questo La nostra guerra non è mai finita, viaggio personale e collettivo nei rapporti tra ndrangheta, mafia e politica, di Giovanni Tizian, giornalista sotto scorta, classe 1982.

 

«Ce ne siamo andati dalla Calabria nel 1993, su una familiare, direzione nord, come emigranti. E su una macchina sono tornato indietro, attraverso il simbolo del potere mafioso, la Salerno-Reggio Calabria». Un viaggio in cui «incontro familiari di vittime della mafia, storie di una Calabria dimenticata, ma che rappresentava un’alternativa, abbandonata mentre la ndrangheta avanzava verso nord, tra Emilia, Liguria, Lombardia, Piemonte». Una colonizzazione già raccontata da Tizian inGotica. ’ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea (Round Robin, 2011), libro che gli è costato minacce tali da finire sotto scorta. Ma lui non ha cambiato né aria, né oggetto delle sue inchieste. In fondo, sempre per suo padre.
«Nel 2006 richiedo il fascicolo di mio padre al tribunale di Locri, me lo danno due anni dopo e trovo una storia di piste individuate e non battute». Nel faldone di carte incontra «immagini che mia madre non voleva io vedessi. Un corpo attraversato da colpi di lupara che chiedeva verità». Era il 1989, «in Calabria è l’anno dei record di omicidi e rapimenti. Non esisteva una procura antimafia, a Locri c’erano solo quattro magistrati, sotto pressione mediatica per i sequestrati del nord portati nella Locride, e su mio padre non trovano una pista da seguire perché è una persona senza macchia. Paradossale: se sei troppo onesto non trovi giustizia. Lavorava in banca, ma la pista bancaria è abbandonata per quella passionale, si parla di un marito geloso che assolda due killer della ndrangheta per vendetta. Un omicidio particolare, però, e non c’è traccia nel faldone di interrogatori al marito, legato per altro alla ndrangheta. Anche questa pista è accantonata. E anche se alla fine si scoprono quattro dei cinque numeri di serie della lupara, e il pentito Francesco Fonti fa dichiarazioni interessanti da accertare, si archivia il caso. Un’indagine scandalosa».
Nel 1988 la famiglia Tizian aveva subito un altro attentato: al mobilificio del nonno di Giovanni, «un’intimidazione per cacciarci. Invece la mia famiglia resiste, rimette in piedi l’azienda, fino all’omicidio di mio padre. Allora non abbiamo più scelta. Mia nonna decide che dobbiamo emigrare, una fuga di cui sono molto contento e di cui l’ho ringraziata anche poco prima che morisse. In quel territorio non potevamo andare avanti». E arrivano in Emilia Romagna, terra della Resistenza, a Modena. «Ma qui purtroppo ho ritrovato quel che avevo lasciato. Incontro fenomeni che richiamano la mafia. Mi assumo responsabilità come giornalista e m’interrogo sul numero enorme d’incendi dolosi trattati come notiziole: solo a Modena in 2 anni sono 200. Diventa un fatto criminale complesso, si ritrovano azioni di clan e si scopre dal processo Spartacus contro i Casalesi che Modena è un centro importante. Bastava leggere meglio i fenomeni per capire cosa stava succedendo».
Tizian denuncia il rapporto tra aziende del nord e ndrangheta, nato nei subappalti della Salerno-Reggio Calabria per motivi di convenienza, poi «esportato al nord, dalla tangenziale di Reggio Emilia alla Tav, dall’Expo alle ricostruzioni del dopo terremoto, a l’Aquila come in Emilia Romagna». Fatti denunciati anche nel documentario L’avanzata criminale, economica e culturale delle mafie nell’Emilia-Romagna che resiste dello stesso Tizian, presentato alle Scuderie di piazza Verdi il 16 aprile scorso. «Sono questioni da risolvere a livello politico», dice Tizian, che però sa quanto «il contatto tra mafia e politica è vitale, perché significa protezione. Senza questo legame parleremmo di criminalità organizzata e basta, non di mafia».
Giovanni Tizian, giornalista del gruppo l’Espresso, è della generazione nata nel 1982. Scrive per il quotidiano la Repubblica e il settimanale l’Espresso. Ma non ha abbandonato la Gazzetta di Modena, dove nel 2006 ha iniziato a scrivere di cronaca. Si occupa di giudiziaria, e soprattutto ama scavare la superficie della cronaca e realizzare inchieste. Le relazioni tra mondo economico e organizzazioni mafiose, sono spesso al centro delle sue inchieste. Ha conseguito la laurea in Criminologia nel 2008, con una tesi sulla “‘ndrangheta transnazionale”. È autore di “Gotica, ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” edito da Round Robin (novembre 2011). Da dicembre scorso è costretto a vivere sotto scorta. A giugno 2012 gli è stato assegnato il premio per i cronisti di provincia dedicato a Enzo Biagi, per gli articoli pubblicati nel corso del 2011 su la Gazzetta di Modena. Sempre nello stesso anno ha ricevuto una menzione speciale al premio Biagio Agnes. E l’Archivio per il disarmo l’ha premiato con la “Colomba d’oro per la pace”. Tutti i premi li ha dedicati ai giornalisti precari e sfruttati, e minacciati. “Tanti, troppi colleghi vivono condizioni di pericolo solo perché raccontano come stanno le cose in questo Paese”, ripete sempre.

L’Assemblea ER e i nuovi conCittadini, i ragazzi incontrano Giovanni Tizian

08.05.2013

12.545 ragazzi coinvolti, 1.144 adulti, 9 Province, 9 Comuni capoluogo, 18 Comuni del territorio, 10 scuole elementari, 6 medie e 25 superiori, 50 Consigli comunali dei ragazzi, 16 Consulte giovanili, numerose fondazioni e associazioni. Sono i numeri di conCittadini 2012/2013 (http://www.assemblea.emr.it/cittadinanza/attivita-e-servizi/concittadini), il progetto di partecipazione rivolto alle scuole e ai territori voluto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. E quella di quest’anno è stata un’edizione piena di novità e spunti di riflessione, che si concluderà a maggio con tre momenti di condivisione e restituzione alla collettività di quanto realizzato, approfondito e prodotto dai ragazzi. Si parte il  10 maggio con la giornata dedicata alla Legalità, si continua il 17 maggio con i lavori sulla Memoria, per arrivare poi al 31 maggio con le riflessioni sui Diritti. Tre diverse occasioni di confronto, per dare uno spaccato di ciò che i ragazzi sentono, pensano e vogliono rappresentare al mondo degli adulti su temi di grande rilevanza e attualità. Gli incontri si terranno tutti nella Sala Polivalente ‘Guido Fanti’ dell’Assemblea legislativa, in viale Aldo Moro 50 a Bologna.

Il primo appuntamento sarà quindi venerdì 10 maggio. Insieme alla presidente dell’Assemblea legislativa, Palma Costi, quest’anno a parlare di legalità ci sarà anche il giornalista Giovanni Tizian, da alcuni mesi costretto a vivere sotto protezione dopo aver ricevuto minacce dalla ‘ndrangheta in seguito alle inchieste realizzate sulle infiltrazioni mafiose nel Nord Italia e nella nostra regione. Cosa ha voluto dire, e cosa tuttora vuol dire, per un giovane giornalista vivere sotto scorta? Tizian, che ha raccolto con entusiasmo l’invito ad incontrare i ragazzi e gli adulti che li hanno affiancati sui progetti di educazione alla legalità, offrirà la sua testimonianza su ciò che significa nel concreto lottare contro la mafia. L’intervento del giornalista sarà affiancato dal contributo del Maggiore Fernando Cassanelli, del Comando provinciale di Bologna dell’Arma dei Carabinieri, che introdurrà gli studenti alla comprensione dell’impegno dell’Arma nella prevenzione e nella repressione della criminalità organizzata.

Quello della legalità è un tema che ha registrato un incremento di interesse nei progetti elaborati per questa edizione di conCittadini e che rileva, da una parte, la forte propensione dei ragazzi ad approfondire il fenomeno mafioso e le sue manifestazioni, dall’altra, l’impegno sempre più forte e condiviso delle istituzioni a contrastare le manifestazioni criminali anche attraverso azioni e interventi sul piano educativo. Una scelta condivisa anche dal coordinamento del progetto conCittadini con la decisione, negli ultimi anni, di ricondurre gli ambiti progettuali a tre macroaree (legalità, memoria e diritti) e di concludere i percorsi con una giornata di condivisione in cui i ragazzi, veri protagonisti, hanno la possibilità di raccontare le esperienze fatte ai loro coetanei e colleghi.ConCittadini rappresenta l’esito di un percorso lungo e articolato attraverso il quale l’Assemblea legislativa ha promosso la costruzione di un modello di dialogo fondato sulla relazione diretta con le scuole e le altre forme di aggregazione giovanile, le istituzioni del territorio e tutti i soggetti della società civile che attive sui temi della cittadinanza attiva e della partecipazione democratica.

via Quotidiano E-R