Come ‘ndrangheta, mafia e camorra hanno oltrepassato la linea

In Emilia Romagna può accadere che a Giovanni Tizian, un giornalista precario di 29 anni, impegnato sul fronte antimafia con l’associazione daSud, venga assegnata una scorta. Per il suo lavoro di inchiesta sulle mafie al Nord. Un lavoro coraggioso, vero, che pochi giornalisti fanno. E che tutti dobbiamo difendere. In questi anni Giovanni ha scritto inchieste raccontando il volto reale delle mafie al nord svelando – sulla Gazzetta di Modena, su Linkiesta.it, su Lettera 43, Narcomafie – ciò che accade in Lombardia, Piemonte, Liguria e Emilia Romagna.

In questi anni al giornalismo, ha voluto affiancare il suo impegno antimafia con l’associazione daSud: Giovanni infatti ha vissuto sulla propria pelle la violenza della ‘ndrangheta. È figlio di Peppe Tizian, ucciso il 23 ottobre del 1989. Era nato a Bovalino, in provincia di Reggio Calabria. Era un funzionario di banca «integerrimo», dicono gli investigatori. Aveva solo 36 quando l’hanno ammazzato. Il suo omicidio è rimasto senza colpevoli.

Parte dall’11 gennaio 2012 la campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian” di daSud: incontri, iniziative, presentazioni, dibattiti, campagne web e di comunicazione.

Per aderire inviare una mail a [email protected] o lasciare un commento sulla pagina delle adesioni


Video e foto di Officine Tolau

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