Category Archives: Adesioni

FIRME SOLIDARIETA’ DA GIORNO MEMORIA SHOAH 2013, BOLOGNA-FORLI’

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Comune di Scandiano si chiama Giovanni Tizian.

La delibera del Comune di Scandiano a firma del Consigliere comunale del Pd Cristina Solustri

Ad alta voce contro le mafie

Giovanni Tizian è un giovane cronista costretto a vivere sotto scorta perchè gli articoli pubblicati sulla “Gazzetta di Modena” e il suo libro “Gotica”, dedicato alla penetrazione delle mafie oltre la famosa linea, hanno disturbato i sonni e gli affari di chi voleva operare nell’ombra e magari circondato anche dal rispetto delle comunità e delle istituzioni.

di Beppe Giulietti

Il suo lavoro di cronista, documentato e rigoroso, il suo impegno insieme a Libera, lo hanno reso una persona scomoda, perché le mafie e i loro protettori odiano chiunque voglia portare la luce laddove deve prevalere il buio ed un silenzio complice.
Tizian non si è certo arreso, continua a scrivere, e ha messo disposizione sé stesso e il suo lavoro per intensificare l’impegno contro il malaffare e per aiutare chi cerca di rompere il muro dell’omertà e dell’indifferenza.
Per questo ci sembra giusto ricordare la lettera-appello che Tizian ha scritto per denunciare l’ennesimo attentato compiuto dalla ‘ndrangheta contro il cronista calabrese Lello Filippone.

Giovanni ha ragione. Bisogna andare oltre la solidarietà. Tanto per cominciare, ciascuno di noi può amplificare le denunce, riportare sui propri blog, ovunque sarà possibile, le denunce di questi cronisti minacciati, leggere i loro articoli per le strade, strillare i nomi delle famiglie mafiose dagli schermi delle radio e delle tv, illuminare a giorno le loro denunce, affinchè per i mafiosi e per i loro protettori politici sia più difficile agire protetti dalla oscurità delle coscienze.

Nei giorni scorsi a Napoli, a Caserta, e non solo, gruppi di persone hanno promosso la pubblica lettura del libro “Il Casalese“, quello che gli avvocati della famiglia Cosentino vorrebbero condannare prima al sequestro e poi magari al “Rogo”.
La loro azione è stata più efficace di mille comizi, hanno dato voce alle denunce che altri vorrebbero cancellare, hanno letto pagine che si vorrebbero strappate o ridurre in cenere.
Questa ci sembra la strategia giusta, magari il prossimo 25 aprile potremmo imitarli leggendo sulle piazze della Calabria, della Campania, dell’Emilia, della Lombardia, gli articoli di Tizian, di Filippone, di Ciro Pellegrino e dei suoi compagni di avventura editoriale, di Giulio Cavalli, per fare solo qualche possibile esempio.
Vogliamo provarci?

Via Il Fatto Quotidiano

Quartiere Navile aderisce alla campagna

Il Consiglio del Quartiere Navile
riunito nella seduta del 1° marzo 2012

CONSIDERATO
che l’infiltrazione mafiosa nelle regioni settentrionali del nostro Paese è ormai un
fenomeno in espansione, come certificato dalle relazioni annuali della DIA disponibili
sul sito del Ministero dell’Interno;

PRESO ATTO
delle condivisibili parole del Procuratore capo di Bologna, dott. Roberto Alfonso, che ha affermato “Trovo maggiore difficoltà a fare indagini antimafia in Emilia-Romagna che a Palermo, Napoli o Reggio Calabria. Qui è più difficile distinguere il buono dal cattivo, perché qui si intrecciano”;

VALUTATE POSITIVAMENTE
le iniziative intraprese dalle Istituzioni locali, nella consapevolezza che si tratta dei primi passi di un cammino necessariamente lungo e consapevole ;

APPRESO
delle minacce rivolte a Giovanni Tizian, giovane giornalista precario autore di un
libro in cui svela i retroscena della commistione tra criminalità organizzata,
Istituzione e mondo produttivo nelle regioni del Nord ;

ESPRIME
solidarietà, vicinanza e sostegno a Giovanni, respingendo con sdegno e
determinazione le minacce a lui rivolte;

ASSUME
la lotta all’infiltrazione di tutte le organizzazioni mafiose come priorità della propria

azione amministrativa;
ADERISCE
alla campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian”, per testimoniare il proprio impegno contro tutte le forme di criminalità organizzata.

Il Presidente pone in votazione l’O.d.G. n. 8.
Esito della votazione:
Presenti n. 16
Favorevoli n. 16 (Centro Sinistra per Navile, Popolo della Libertà, Movimento 5
Stelle)
Contrari n. -
Astenuti n. -
Il Presidente dichiara approvato l’atto O.d.G. n. 8 all’unanimità.

Cambiare punto di vista. E fare un salto di qualità

Giovanni Tizian propone soluzioni concrete al Consiglio Comunale di Modena per affrontare il tema della criminalità e delle mafie, infiltrate o meglio radicate, nel tessuto delle nostre città.

“Se un salto di qualità sono riuscite a farlo le mafie, allargandosi geograficamente e non facendo distinzioni tra nord e sud” fa notare Tizian “è bene rimanere al passo e cominciare, noi per primi, a non pensare al sistema mafioso come un problema circoscritto, che riguarda solo certe realtà”.

Un segno importante lo sta lasciando anche la campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian” http://www.iomichiamogiovannitizian.org/ , promossa dall’Associazione da Sud, per coinvolgere tutti i cittadini, di qualsiasi età e professione, a diventare promotori di buone pratiche anti mafia.

di Carlotta Vandini

Tizian alla politica: “Solo con buone pratiche si respinge la mafia”

“La campagna ‘Io mi chiamo Giovanni Tizian’ dell’associazione DaSud non vuole creare un personaggio o un simbolo, ma chiedere a ciascuno di metterci del proprio. Chiedo a chi aderisce di non limitarsi alla solidarietà, ma di proporre buone pratiche, perché attraverso queste si possono tenere lontane le infiltrazioni”. Lo ha dichiarato Giovanni Tizian, il giornalista 29enne sotto scorta per i suoi articoli e le sue inchieste sulla criminalità organizzata al nord intervenendo oggi pomeriggio in consiglio comunale a Modena.

BUONE PRATICHE - In merito alla campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian” lanciata dall’associazione di giovani migranti del mezzogiorno, il giornalista de “La Nuova Gazzetta di Modena” ha invitato la politica locale a compiere un deciso cambio di passo: “Non si combatte la mafia parlando solo di ordine pubblico e sicurezza, bisogna fare un salto di qualità – ha aggiunto sottolineando come la mafia sia una questione economica ed etica – Le imprese mafiose si inseriscono nel sistema economico con un metodo raffinato: offrendo all’imprenditore locale un servizio a prezzi concorrenziali. Le aziende dovrebbero domandarsi cosa c’è dietro un prezzo così basso. Avere una direzione investigativa antimafia in Emilia-Romagna sarebbe strategico per avviare un controllo sulle attività delle mafie. Il giornalista ha poi indicato il gioco d’azzardo, l’edilizia e l’autotrasporto come i settori più a rischio, evidenziando l’esistenza di una serie di “connivenze” con il tessuto economico sociale modenese e della Regione e ha richiamato l’attenzione sul problema dell’usura: “Non si può più dire che la mafia sia un problema del Sud – ha aggiunto – perché se gli imprenditori mafiosi sono rimasti sul nostro territorio vuol dire che nessuno li ha cacciati, sono rimasti volentieri perché potevano fare affari”.

ODG DI SOLIDARIETA’ - Alla fine dell’esposizione, il consiglio comunale ha approvato due odg di solidarietà nei confronti del giornalista. La prima mozione presentata dalla presidente del Consiglio Caterina Liotti ha visto firmatari Pd, Pdl, Lega Moderna, Sinistra per Modena, Udc e Mpa ed è stata approvata anche con il voto favorevole dell’Idv e con l’astensione di Modenacinquestelle.it. Il documento invita la Giunta a chiedere al ministero degli Interni la costituzione in Emilia-Romagna di un’Agenzia operativa della Direzione investigativa antimafia (Dia) con sezione operativa a Modena. Impegna, inoltre, lo il Consiglio ad aggiornarsi periodicamente sul tema delle mafie e a organizzare, in occasione della giornata dedicata ai caduti di mafia istituita dalla Regione (21 marzo), un’iniziativa in Aula sulla cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, con il coinvolgimento dei ragazzi della città e delle associazioni che si occupano del tema. La seconda mozione illustrata durante la seduta da Eugenia Rossi (Idv) e presentata insieme a Modenacinquestelle.it e Lega nord, è stata invece approvata all’unanimità. Nel dettaglio, impegna la Giunta ad appoggiare a livello nazionale ogni iniziativa volta a varare leggi di controllo dei patrimoni, dei movimenti bancari e dell’evasione fiscale, ad appoggiare il lavoro della magistratura, attraverso normative che garantiscano l’uso delle intercettazioni, che ripristinino il reato di falso in bilancio, che garantiscano le indagini ambientali, che chiedano le rogatorie internazionali e che controllino l’uso corretto dei patrimoni sequestrati alle mafie. La Giunta dovrà inoltre sostenere iniziative per abolire il rito abbreviato, approvare una legge contro l’autoriciclaggio, contrastare la diffusione del gioco d’azzardo e combattere le bische clandestine. A livello locale, l’Amministrazione dovrà inoltre mettere in campo “tutte le azioni di contrasto effettivo alle mafie in tutti i settori economici e istituire una regolare informativa comunale su reati di evasione, lavoro nero, subappalti irregolari e ogni altro atto riconducibile a fenomeni mafiosi nel territorio”.

via Modena Today

Giovanni Tizian ospite in consiglio a Modena, lunedì 6 febbraio

L’Aula voterà una mozione per chiedere una Agenzia operativa della Dia in Emilia-Romagna e a Modena

Il Consiglio comunale di Modena si chiama “Giovanni Tizian”. L’Aula ha infatti deciso di esprimere la propria solidarietà al giornalista calabrese, da anni in città, al quale da circa due mesi è stata affidata una scorta per le sue inchieste sulle infiltrazioni mafiose.
E lo farà ospitando Tizian alla seduta di lunedì 6 febbraio e votando un ordine del giorno con il quale, tra l’altro, il Consiglio aderirà alla campagna promossa dall’associazione daSud. Alle 16, dopo l’appello, infatti, verrà presentata la mozione “Tutti contro le mafie, come Giovanni Tizian”, che ha raccolto l’adesione di parti politiche della maggioranza e dell’opposizione.

In Aula interverranno il giornalista, la presidente Caterina Liotti e il sindaco Giorgio Pighi. Seguiranno il dibattito e le operazioni di voto. Con la mozione, il Consiglio inviterà la Giunta a chiedere al ministero degli Interni la costituzione in Emilia-Romagna di una Agenzia operativa della Dia (Direzione investigativa antimafia), con una sezione operativa a Modena.

Il documento impegnerà, inoltre, lo stesso Consiglio ad aggiornarsi periodicamente sul tema delle mafie e a organizzare, in occasione della giornata dedicata ai caduti di mafia istituita dalla Regione (21 marzo), un’iniziativa in Aula sulla cultura della legalità e della cittadinanza responsabile, con il coinvolgimento dei ragazzi della città e delle associazioni che si occupano del tema.

Adesione del Consiglio comunale di Ravenna

Ordine del giorno di solidarietà a Giovanni Tizian

Premesso che: 
Giovanni Tizian è uno scrittore e un giovane giornalista precario, impegnato sul fronte antimafia con l’associazione daSud.  In questi anni Giovanni ha scritto inchieste raccontando il volto reale e pericoloso delle mafie al nord. Un lavoro coraggioso, vero, che pochi giornalisti fanno. E che tutti dobbiamo difendere.

Considerato che:
Giovanni si aggiunge al lungo elenco di magistrati, giornalisti, sindacalisti, scrittori, imprenditori, commercianti, cittadini onesti costretti a vivere sotto scorta una vita compromessa, perché hanno avuto e continuano ad avere il coraggio di denunciare attraverso il loro lavoro le infiltrazioni mafiose nella società. Le minacce che ha subito, sono un attacco alla nostra libertà e alla democrazia.

Il consiglio comunale di Ravenna 

  • assume la lotta all’infiltrazione di tutte le organizzazioni mafiose come priorità della propria azione amministrativa. 
  • impegna l’amministrazione comunale alla prevenzione e al monitoraggio dei pericoli delle infiltrazioni mafiose nel nostro tessuto economico e sociale, che si concretizza anche attraverso criteri di aggiudicazione degli appalti nella piena osservanza dei dispositivi normativi e della massima trasparenza 
  • esprime la propria solidarietà e vicinanza a Giovanni Tizian costretto oggi a vivere sotto scorta 
  • aderisce formalmente alla campagna “io mi chiamo Giovanni Tizian” 
  • rileva l’urgenza della costruzione sul territorio regionale e/o comunale di un distaccamento della Direzione Investigativa Antimafia

Sarah Ricci (Capogruppo SEL)
Matteo Cavicchioli (Capogruppo PD)
Davide Buonocore (Capogruppo IDV)
Alberto Fussi (Capogruppo PRI)
Diego Rubboli (Capogruppo Fed Sin)

Ravenna, 19 gennaio 2012

Infiltrazioni della malavita, solidarietà della Provincia di Modena a Tizian

«Vicinanza e solidarietà» a Giovanni Tizian, autore di inchieste sulle infiltrazioni al nord delle cosche mafiose che da settimane vive sotto scorta. E, insieme, la richiesta di «un potenziamento degli uffici giudiziari e delle forze dell’ordine per far sì che il lavoro di indagine sia più forte ed efficace, individuando nella creazione di un distaccamento della Direzione investigativa antimafia sul nostro territorio una prima risposta», oltre alla «conferma del nostro impegno contro le in filtrazioni mafiose, chiedendo che tutti i Comuni e gli enti aderiscano all’osservatorio degli appalti». E’ quanto prevede l’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio provinciale mercoledì 25 gennaio.

Nel corso della stessa seduta è stata discussa anche un’interpellanza, presentata dai consiglieri del Pd Luca Gozzoli, Elena Gazzotti e Fausto Cigni, che segnalava il caso di diverse aziende modenesi in difficoltà acquistate o prese in affitto da un’unica famiglia originaria di una cittadina pugliese, alla quale ha risposto il presidente Emilio Sabattini.

Illustrando l’ordine del giorno, Luca Gozzoli ha evidenziato come «dal prezioso lavoro di Tizian emerga un aspetto preoccupante: l’infiltrazione della malavita nel nostro territorio punta sulle nostre debolezze di società ricca, dal gioco d’azzardo alla droga alla prostituzione». Per Bruno Rinaldi del Pdl «quella che dobbiamo combattere è una battaglia culturale, molto difficile, per difendere il valore dell’onestà. Soprattutto le giovani generazioni sono attratte dall’immagine e dal potere del denaro, e in questo humus culturale la mafia si diffonde». «Questa società – ha affermato Patrizia Cuzzani del Gruppo misto – ha bisogno di persone come Tizian, ma se si trova sotto scorta a Modena per un libro, vuol dire che qualcosa non va». Nel ricordare come «queste cose sulla malavita attratta dalla ricchezza del nostro territorio noi le dicevamo quasi vent’anni fa», Dante Mazzi del Pdl ha sottolineato «un elemento nuovo, e cioè che non è stato Tizian a chiedere la scorta ma le forze dell’ordine a predisporla. Questo significa che l’azione investigativa ha funzionato, arrivando preventivamente». La prova, secondo il consigliere Fausto Cigni, che «l’intelligence ha fatto il proprio dovere».

SABATTINI “NON CI ARRENDIAMO, C’È LA CAPACITÀ DI REAGIRE”

Nel contrasto alle infiltrazioni della malavita organizzata nel tessuto sociale ed economico modenese «non siamo impreparati, gli strumenti messi in campo in questi anni e il livello di sensibilità della nostra comunità aiutano a contrastare il fenomeno, anche in questa fase resa ancor più delicata dagli effetti della crisi economica». L’ha affermato il presidente della Provincia di Modena Emilio Sabattini rispondendo in Consiglio provinciale a un’interpellanza – presentata da Elena Gazzotti, Fausto Cigni e Luca Gozzoli del Pd – che segnalava il caso di diverse aziende modenesi in difficoltà acquistate o prese in affitto da un’unica famiglia originaria di una cittadina pugliese.

«Le minacce ricevute dal giornalista Giovanni Tizian per le sue inchieste sulle infiltrazioni della malavita – ha aggiunto Sabattini – ci ricordano come sia necessario mantenere alto il livello di attenzione, ma non partiamo da zero. L’Osservatorio sugli appalti e quello sul mercato del lavoro da anni svolgono un ruolo importantissimo in questa direzione. E la nostra comunità – ha concluso – ha nel proprio dna la capacità di reagire, di non arrendersi, come hanno dimostrato di recente gli amministratori del Comune di Bomporto, che non sono rimasti in silenzio di fronte alla scelta di un soggiorno obbligato».

Nel corso del dibattito Dante Mazzi (Pdl) ha segnalato l’esigenza di capire «che cosa non ha funzionato, dal momento che siamo arrivati al radicamento di queste organizzazioni; probabilmente la connivenza dei professionisti». Di diverso avviso Fabio Vicenzi (Udc) per il quale «la società civile, e anche i professionisti, si stanno ponendo il problema. Quello che manca, forse, è un coordinamento e l’analisi dei risultati ottenuti».

Mentre Elena Gazzotti ha segnalato «la necessità di fare un salto di qualità su questo tema, anche alla luce del quadro che sta emergendo», Fausto Cigni ha osservato che «la società può fare molto, ma se manca l’intelligence investigativa non si va da nessuna parte. Si deve intervenire, quindi, con più soldi, più uomini e mezzi per la sicurezza. Solo così si possono ottenere risultati efficaci».

via Modena 2000

Adesione alla campagna del Consiglio comunale di Bologna

CONSIGLIO COMUNALE, APPROVATO ORDINE DEL GIORNO DI ADESIONE ALLA CAMPAGNA “IO MI CHIAMO GIOVANNI TIZIAN” CONTRO LA CRIMINALITÀ ORGANIZZATA

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno di adesione alla campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian”, contro la criminalità organizzata, presentato dal consigliere Francesco Critelli (Pd).

Di seguito il testo dell’ordine del giorno:
“Il Consiglio comunale di Bologna
Considerato che
l’infiltrazione mafiosa nelle regioni settentrionali del nostro Paese è ormai un fenomeno consolidato e in ulteriore espansione, come certificato dalle relazioni annuali della DIA disponibili sul sito del Ministero dell’Interno;
Preso atto
Delle condivisibili parole del Procuratore capo di Bologna, dott. Roberto Alfonso, che ha affermato “Trovo maggiore difficoltà a fare indagini antimafia in Emilia-Romagna che a Palermo, Napoli o Reggio Calabria. Qui è più difficile distinguere il buono dal cattivo, perché qui si intrecciano”;
Valutate positivamente le iniziative intraprese dalle Istituzioni locali, nella consapevolezza che si tratta dei primi passi di un cammino necessariamente lungo e consapevole;
appreso delle minacce rivolte a Giovanni Tizian, giovane giornalista precario autore di un libro in cui svela i retroscena della commistione tra criminalità organizzata, Istituzione e mondo produttivo nelle regioni del Nord;
esprime solidarietà, vicinanza e sostegno a Giovanni, respingendo con sdegno e determinazione le minacce a lui rivolte;
assume la lotta all’infiltrazione di tutte le organizzazioni mafiose come priorità della propria azione amministrativa;
aderisce alla campagna “Io mi chiamo Giovanni Tizian”, per testimoniare il proprio impegno contro tutte le forme di criminalità organizzata.”