E’ cybercaccia al tecno-padrino

di Giovanni Tizian

La lotta ai boss si fa sempre più sofisticata. Grazie a sistemi informatici da spy movie che permettono di monitorare il mondo criminale. E se i mafiosi sono diventati avvezzi alla tecnologia, le forze dell’ordine non sono rimaste a guardare

L’hanno arrestato sul lettino della prestigiosa Clinica Maugeri di Pavia, intento a navigare su Internet. “Ciccio Pakistan”, il giovane boss emergente della ‘ndrangheta, ha terminato la sua fuga nel 2008, dopo due anni di latitanza. Nel cyberspazio aveva una sua identità per chattare con Skype e mostrava un interesse morboso per i siti di tecnologia al servizio dell’intelligence. Microspie e intercettazioni il suo incubo ricorrente.

Con Skype e Facebook, i tecno-padrini trattano anche partite di cocaina. Con l’Internet banking fanno viaggiare denari. I clan da tempo hanno modernizzato atteggiamenti e azioni. Per rincorrere mafiosi così avvezzi alla tecnologia, l’Antimafia non è rimasta a guardare. E si è dotata di strumenti complessi in grado di renderli invisibili. Vita, morte e miracoli dei clan si conoscono grazie alla tecnologia dei reparti investigativi italiani. Agli informatori, agli infiltrati, ai pedinamenti, alle intercettazioni ambientali e telefoniche, si sono affiancate tecniche da spy movie che sembravano praticabili solo nei film hollywoodiani e che oggi rappresentano l’ultima frontiera della lotta ai boss in giacca e cravatta.

Esistono sistemi evolutissimi capaci di rintracciare nel mare magnum di identità, nomi di società, parenti, amici, fino all’ultima particella della struttura dell’organizzazione mafiosa. Non a caso si chiama Molecola il programma utilizzato dai finanzieri dello Scico, specializzato nelle indagini patrimoniali. Il programma mescola dati, nomi, luoghi, proprietà, conti bancari, polizze assicurative. Li mette in correlazione. «Un’analisi rapidissima dei dati», spiega il colonnello Giuseppe Magliocco dello Scico, «che, coniugata a tutta una serie di informazioni acquisite durante l’indagine, permette di tracciare il profilo patrimoniale di una persona». L’obiettivo è far emergere la sproporzione tra redditi dichiarati e l’effettivo tenore di vita.

I barbieri dei piccoli centri della Calabria diventati improvvisamente proprietari di un impero a Roma, o i pastori che dal giorno alla notte gestiscono società finanziarie, non hanno più scampo con questo sistema. E sono tempi duri per i clan. I padrini in crisi sono costretti a cercare persone al di sopra di ogni sospetto nell’epoca degli investigatori onnipresenti.

L’operazione Minotauro Il programma “acciuffa - beni mafiosi”, in tempo di spending review e tagli trasverali, offre un ulteriore vantaggio. «Fa risparmiare risorse, energie e tempo in un campo in cui ogni minuto è vitale per sequestrare i beni». L’indagine Minotauro, coordinata dalla Procura antimafia di Torino, ha svelato l’intreccio tra politica, ‘ndrine e imprenditoria. Beni sequestrati per 70 milioni di euro e 123 arresti grazie al lavoro silenzioso del programma firmato Scico, che l’ha realizzato “in house”, cioè se l’è fatto in casa. Molecola è in buona compagnia.

La Direzione investigativa antimafia, la creatura pensata e voluta dal giudice Giovanni Falcone, a corto di risorse per i tagli dei governi che si sono alternati al potere, è il gruppo interforze che ha sviluppato numerosi sistemi di intelligence per stanare le tracce apparentemente invisibili dei capibastone moderni.

Analyst-book è un sistema che permette di creare reti di relazioni societarie a partire da un dato noto, che può essere una persona o una società. Il nome è il centro della mappa creata dal programma. Il risultato grafico? Una raggiera che dal centro si estende verso l’esterno con tante linee rette quante sono le società, le cariche e le partecipazioni. Il programma utilizzato dalla Dia è un raccoglitore di dati provenienti da diverse realtà investigative, dati che finiranno nell’Osservatorio generale grandi appalti della Direzione. Il software sviluppato da Scotland Yard farà il resto: analizzerà relazioni opache tra nomi, società, elementi che a primo impatto possono sembrare slegati e che Analyst sintetizza e armonizza, scovando punti di contatto, individuando i possibili prestanome delle cosche. E mettendo in correlazione persone e avvenimenti. A braccetto con Analyst va il sistema Eventi, in dotazione sempre agli investigatori antimafia della Dia. La finalità è localizzare e mettere in correlazione singoli episodi criminali di stampo mafioso con l’organizzazione presente su un territorio.

Via L’Espresso

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