La notizia di un’indagine della magistratura sul giovane Andrea e il goffo tentativo di bloccarne la diffusione sono costate il posto di sottosegretario al senatore di Ncd Antonio. Ecco in quali incarichi e consulenze si muove la potente famiglia calabrese
di Giovanni Tizian

Con o senza dimissioni però, a Cosenza i fili delle politica li hanno sempre mossi loro, Antonio e Pino, i due fratelli che reggono la diarchia. Nel loro feudo, sanità e lavori pubblici garantiscono voti e mantengono il consenso.
Una nomina che deve essere sfuggita anche al segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, che ha criticato il governo proprio per la scelta di Antonio Gentile come sottosegretario.
Il comitato dei controlli della Regione Lombardia ha un ruolo delicato ed ha facoltà di chiedere documenti riservati per indagare sulla corretta gestione delle proprie partecipate. Tra queste c’è Infrastrutture lombarde, la cassaforte del Pirellone per le grandi opere, con un ruolo di primissimo piano nell’Expo 2015.
Andrea Gentile ricopre altri due incarichi in altrettanti organismi di vigilanza: il primo nella Sacal, la società che gestisce l’aeroporto di Lamezia Terme; il secondo in una azienda lombarda, la Dussmann, che ha lavorato in appalto per l’ospedale di Cosenza gestendo i lavori di pulizia.
Un’altra consulenza è arrivata all’avvocato Gentile dai commissari prefettizi del Comune di Amantea, paesone del Cosentino bagnato dal Tirreno, per la costituzione di parte civile in un processo di mafia. Incarico simile l’aveva ottenuto solo due mesi prima l’amico e coindagato Nicola Gaetano, pure lui ingaggiato come esperto esterno dai tre funzionari inviati ad Amantea dal Viminale. Una delle firme sulla delibera è del viceprefetto Francesco Sperti, accusato dalla Procura antimafia di Napoli di complicità con il clan Contini.
Ma la vera passione di Gentile junior sono le aule di tribunale. Difensore in diversi procedimenti che contano, Andrea è stato avvocato nella vicenda della nomina a dirigente della Regione Calabria di Alessandra Sarlo, moglie del giudice Vincenzo Giglio, arrestato nel 2011 per collusioni con la ‘ndrangheta. Per il caso Sarlo è stato rinviato a giudizio il governatore Scopelliti. Insomma, tra le parcelle ricevute dagli enti pubblici e quelle sborsate dalle aziende private l’enfant prodige della dinastia Gentile ha davanti a sé un futuro sereno.
Il vero “pallino” della famiglia resta tuttavia la politica. Strada sulla quale si è incamminata sua cugina Katia Gentile. Funzionaria dell’ospedale di Cosenza, ma politica di razza, nipote del sottosegretario e figlia di Pino, assessore con Scopelliti, a differenza di Andrea,Katia ha seguito le orme del padre: nel 2011 è stata la più votata tra i consiglieri comunali. E’ stata vicesindaco e, come il padre negli anni ’80, ha ricoperto la carica di assessore ai lavori pubblici. Dopo due anni Katia ha lasciato la giunta per contrasti con il sindaco. E la famiglia adesso, non ha avuto neanche il tempo di festeggiare la nomina di Antonio a sottosegretario. Era la seconda in quattro anni: con Silvio Berlusconi nel 2011 e con Renzi in quota Nuovo Centrodestra. Quest’ultima durata solo poche ore.