Mafie. Il processo Black Monkey resta a Bologna. Il 20 gennaio la sentenza del Gup

Il processo sull’inchiesta “Black Monkey” resta a Bologna. Lo ha deciso oggi nella seconda udienza il gup Andrea Scarpa che ha rigettato in generale tutte le richiesta e le eccezionisollevate dai difensori nella scorsa udienza, tra cui quella di spostare il procedimento a Roma. Oltreché per diverse questioni tecniche, il giudice ha ritenuto infatti che il fatto più grave dell’inchiesta fosse un pestaggio avvenuto a Imola nel 2009: per questo il Tribunale di Bologna è competente. Nel processo sono imputate 34 persone legate a una banda che faceva affari in Emilia-Romagna col gioco d’azzardo illegale, guidata dal presunto boss della ‘ndrangheta Nicola “Rocco” Femia e arrestate nel gennaio 2013. Sei richieste di rito abbreviato condizionatosono state rigettate, una stralciata in pratica dal processo (quella del brigadiere Lo Monaco), ovvero rimandata ad aprile, e sei richieste di rito abbreviato semplice accolte. Di queste richieste si discuterà nell’udienza di lunedì 20 gennaio, come pure del rinvio a giudizio degli imputati che non hanno chiesto il rito abbreviato. Gli avvocati della difesa hanno chiesto il non luogo a procedereper i loro assistiti, asserendo che in questo procedimento “non si può parlare di reato associativo”.

Nella puntata “Nuove Resistenze” (produzione Libera Radio) di sabato 18 gennaio su Radio Città del Capo e di domenica 19 gennaio di Radio Popolare di Roma, voci e testimonianze dalle udienze preliminari del processo.

via Radio rcdc

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