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Giovanni Tizian riceverà il premio “Domenico Calabrò” di giornalismo investigativo

“La nostra guerra non è mai finita” (Mondadori), è il nuovo libro di un giovane cronista sotto scorta Giovanni Tizian, che sarà ospite della prima edizione del premio nazionale di giornalismo giudiziario investigativo dedicato al giornalista scomparso “Domenico Calabrò”. Il secondo libro, del giornalista calabro-emiliano è il viaggio di un giovane cronista attraverso le capitali italiane della ‘ndrangheta.
Dalle radici dell’impero alle nuove frontiere settentrionali dell’organizzazione mafiosa più segreta e potente. L’appuntamento è per domenica 12 maggio alle ore 18:00 al teatro Sangiorgi di Catania.
Parteciperanno, inoltre, il presidente dell’OdG nazionale Enzo Iacopino, giornalisti di Raitre Napoli e Catania, giornalisti minacciati dalle mafie, giornalisti di testate nazionali, e personagginoti nel mondo della televisivo come Giulio Golia del programma di
Italia Uno “Le Iene”. La serata sarà condotta dalla giornalista Costanza Calabrese, volto noto del Tg 5.

Tra gli ospiti ci saranno il Procuratore di Salerno Franco Roberti, Catello Maresca e Giovanni Conso pm. della DDA di Napoli. Inoltre, saranno presenti, autorità militari, civili, e sociali come le
associazioni antimafia-antiraket. La Corale e l’orchestra ANPS della Polizia di Stato.

Via Gazzetta di Sicilia

 

Giornalismo e Memoria: Catania, stasera premio “Domenico Calabrò” a Giovanni Tizian

Il riconoscimento al cronista autore di libri e inchieste sulla criminalità organizzata e che vive sotto scorta.

Al “Sangiorgi” numerosi ospiti per ricordare un giornalista ancora vivo nel cuore di tanta gente…

di iena senza paracadute

Ieri mattina, a Catania, all’Istituto di Incremento Ippico, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Premio “Domenico Calabrò” 2013, alla presenza del segretario dell’Assostampa catanese Daniele Lo Porto e di familiari di Calabrò. I rappresentanti dei soggetti organizzatori hanno spiegato il senso del riconoscimento nazionale di giornalismo giudiziario e investigativo. Quest’anno, sarà premiato Giovanni Tizian, cronista autore di libri e inchieste sulla criminalità organizzata, in particolare sull’ ‘ndrangheta, che vive sotto scorta da anni.

L’appuntamento di oggi è alle ore 18,00, presso il Teatro Sangiorgi di Catania dove si terrà la manifestazione di premiazione che – in collaborazione con il Provveditorato agli studi di Catania – vede coinvolte diverse rappresentanze del mondo scolastico. La serata sarà condotta da un volto noto della tv, la giornalista Costanza Calabrese del TG5. Allieterà la manifestazione la Corale dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato.

Al concorso hanno partecipato diversi nomi eccellenti del giornalismo nazionale, come Fabio Isman ed altri. Ospiti d’eccezione saranno il procuratore di Salerno Franco Roberti – candidato alla poltrona di procuratore antimafia – e due pm della DDA di Napoli, Catello Maresca e Giovanni Conzo, indicati da alcuni giornali come i “cacciatori di teste” del clan dei Casalesi.

Domani, 13 maggio, il pool dei magistrati si recheranno presso due istituti scolastici: il Galileo Galilei e l’Istituto Alberghiero “Karol Wojtyla” di Monte Pò, per parlare ai giovani di legalità. Alle ore 17,30 poi, presso la libreria Cavallotto di Corso Sicilia, si terrà la presentazione di due libri: “L’ultimo di Casalesi” di Catello Maresca e del giornalista del “Manifesto” Francesco Neri, e “Mafie” di Giovanni Conzo e del Giornalista del Mattino Giuseppe Crimaldi. Relatore il dott. Sebastiano Ardita ( Magistrato).

via Iene Sicule

‘conCittadini’, il progetto di partecipazione voluto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna

Un gioco da tavolo, un documentario, l’incontro con un coetaneo cresciuto in una famiglia mafiosa deciso a tagliare ogni ponte con il suo passato. Ancora: esperienze di cittadinanza attiva, come ridare vita a un parco abbandonato, una attenzione maggiore al consumo critico per evitare di finanziare, anche solo indirettamente, chi delinque: sono solo alcune delle risposte che gli oltre 12.500 ragazzi coinvolti quest’anno in ‘conCittadini’, il progetto di partecipazione voluto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna e pensato per scuole, associazioni e territori, hanno dato di fronte alla richiesta di pensare a una iniziativa finalizzata all’educazione alla legalità; idee, realizzate, che oggi sono state presentate nella Sala Polivalente ‘Guido Fanti’ dell’Assemblea legislativa dagli stessi studenti, in un incontro al quale hanno partecipato la presidente dell’Assemblea legislativa, Palma Costi, il giornalista Giovanni Tizian e il Maggiore Fernando Cassanelli, del Comando provinciale di Bologna dell’Arma dei Carabinieri.

“Le istituzioni sono costruttrici di democrazia, ma oggi noi siamo solo un tramite per permettervi di far conoscere le vostre idee- ha affermato Costi-, possiamo e dobbiamo imparare a scrivere insieme le regole della società che insieme viviamo”. La presidente ha invitato i ragazzi a “sviluppare la consapevolezza che questa ricca terra è purtroppo dentro ai meccanismi che governano il peggio dell’economia mondiale, e una zona come quella del cratere del terremoto dell’anno scorso ora può essere ancora più esposta- avverte-, ma non dimentichiamoci che l’illegalità non può mai essere accettata, anche a costo di grandi sacrifici, e l’unico antidoto a nostra disposizione per questo male è l’educazione alla legalità che come Assemblea portiamo avanti con iniziative come questa: con gli studenti, con le scuole, con i giovani, con gli educatori”.

Il Maggiore Cassanelli ha ricordato “l’importanza della convergenza delle istituzioni sul tema comune della legalità per creare anticorpi nei confronti di qualunque tipo di criminalità, organizzata o meno” che sia, e sottolineato “la necessità di partecipazione attiva da parte dei giovani, che sono altrimenti restii alle lezioni dalla cattedra, come dimostra anche una certa remore a creare rapporti con le ‘divise’”. L’obiettivo è “creare e mantenere un circolo virtuoso” e “oggi mi ha personalmente sorpreso la profondità e la complessità delle tematiche sollevate dai ragazzi”.

Protagonista atteso è stato Giovanni Tizian: davanti ai ragazzi, proveniente da scuole di tutta la regione, ha prima ripercorso la sua storia, dall’omicidio del padre per mano della ‘ndrangheta in Calabria al suo trasferimento in Emilia, per poi lasciare spazio a una vera e propria lezione su mafia e antimafia e in particolare sui rischi delle infiltrazioni in Emilia-Romagna, conquistando l’attenzione degli studenti. “Infiltrazione o radicamento poco cambia, è ormai evidente che le criminalità organizzate sono entrate nel nostro tessuto sociale, tanto che una sede a Bologna della Direzione antimafia è stata richiesta con urgenza- ha raccontato Tizian-, ma non dobbiamo dimenticare che tutti, non solo le forze dell’ordine, possono combattere le mafie”. Il giornalista, che ora vive sotto scorta in seguito alle minacce ricevute per le sue inchieste, ha salutato i ragazzi affidando loro una grande responsabilità: “La vostra voglia di partecipare dimostra che non avete nessuna colpa per i mali di questo Paese, al contrario di quanto sostengono molti che sono in realtà i primi a impedirci di avere un futuro. Grazie alla vostra formazione e a iniziative come ‘conCittadini’- ha concluso- avete più consapevolezza di alcuni politici, ed è questa l’unica chiave di successo, perché è la riservatezza, il poter agire nell’indifferenza, la più grande ricchezza della criminalità organizzata”.

Via Modena 2000

LA NOSTRA GUERRA NON È MAI FINITA Il libro di Giovanni Tizian sarà presentato domani, 11 maggio, alle 18, a Lo Spazio di via dell’Ospizio

PISTOIA. Sabato 11 maggio alle ore 17, presso Lo Spazio di via dell’ospizio, in collaborazione con Legambiente Pistoia, verrà presentato il libro di Giovanni Tizian, La nostra guerra non è mai finita(Mondadori, 2013, p. 227, euro 16,00).
Ne discuteranno con l’autore, Antonio Pergolizzi (Responsabile Ecomafie Legambiente), Antonio Sessa (Presidente Legambiente Pistoia). Modererà il dibattito Daniela Sgambellone.
«Il 23 ottobre 1989 uccidono mio padre, ho sette anni e mi dicono l’essenziale. Starà poi a me ricostruire tutto, per ridargli dignità». Nasce per questo La nostra guerra non è mai finita, viaggio personale e collettivo nei rapporti tra ndrangheta, mafia e politica, di Giovanni Tizian, giornalista sotto scorta, classe 1982.

 

«Ce ne siamo andati dalla Calabria nel 1993, su una familiare, direzione nord, come emigranti. E su una macchina sono tornato indietro, attraverso il simbolo del potere mafioso, la Salerno-Reggio Calabria». Un viaggio in cui «incontro familiari di vittime della mafia, storie di una Calabria dimenticata, ma che rappresentava un’alternativa, abbandonata mentre la ndrangheta avanzava verso nord, tra Emilia, Liguria, Lombardia, Piemonte». Una colonizzazione già raccontata da Tizian inGotica. ’ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea (Round Robin, 2011), libro che gli è costato minacce tali da finire sotto scorta. Ma lui non ha cambiato né aria, né oggetto delle sue inchieste. In fondo, sempre per suo padre.
«Nel 2006 richiedo il fascicolo di mio padre al tribunale di Locri, me lo danno due anni dopo e trovo una storia di piste individuate e non battute». Nel faldone di carte incontra «immagini che mia madre non voleva io vedessi. Un corpo attraversato da colpi di lupara che chiedeva verità». Era il 1989, «in Calabria è l’anno dei record di omicidi e rapimenti. Non esisteva una procura antimafia, a Locri c’erano solo quattro magistrati, sotto pressione mediatica per i sequestrati del nord portati nella Locride, e su mio padre non trovano una pista da seguire perché è una persona senza macchia. Paradossale: se sei troppo onesto non trovi giustizia. Lavorava in banca, ma la pista bancaria è abbandonata per quella passionale, si parla di un marito geloso che assolda due killer della ndrangheta per vendetta. Un omicidio particolare, però, e non c’è traccia nel faldone di interrogatori al marito, legato per altro alla ndrangheta. Anche questa pista è accantonata. E anche se alla fine si scoprono quattro dei cinque numeri di serie della lupara, e il pentito Francesco Fonti fa dichiarazioni interessanti da accertare, si archivia il caso. Un’indagine scandalosa».
Nel 1988 la famiglia Tizian aveva subito un altro attentato: al mobilificio del nonno di Giovanni, «un’intimidazione per cacciarci. Invece la mia famiglia resiste, rimette in piedi l’azienda, fino all’omicidio di mio padre. Allora non abbiamo più scelta. Mia nonna decide che dobbiamo emigrare, una fuga di cui sono molto contento e di cui l’ho ringraziata anche poco prima che morisse. In quel territorio non potevamo andare avanti». E arrivano in Emilia Romagna, terra della Resistenza, a Modena. «Ma qui purtroppo ho ritrovato quel che avevo lasciato. Incontro fenomeni che richiamano la mafia. Mi assumo responsabilità come giornalista e m’interrogo sul numero enorme d’incendi dolosi trattati come notiziole: solo a Modena in 2 anni sono 200. Diventa un fatto criminale complesso, si ritrovano azioni di clan e si scopre dal processo Spartacus contro i Casalesi che Modena è un centro importante. Bastava leggere meglio i fenomeni per capire cosa stava succedendo».
Tizian denuncia il rapporto tra aziende del nord e ndrangheta, nato nei subappalti della Salerno-Reggio Calabria per motivi di convenienza, poi «esportato al nord, dalla tangenziale di Reggio Emilia alla Tav, dall’Expo alle ricostruzioni del dopo terremoto, a l’Aquila come in Emilia Romagna». Fatti denunciati anche nel documentario L’avanzata criminale, economica e culturale delle mafie nell’Emilia-Romagna che resiste dello stesso Tizian, presentato alle Scuderie di piazza Verdi il 16 aprile scorso. «Sono questioni da risolvere a livello politico», dice Tizian, che però sa quanto «il contatto tra mafia e politica è vitale, perché significa protezione. Senza questo legame parleremmo di criminalità organizzata e basta, non di mafia».
Giovanni Tizian, giornalista del gruppo l’Espresso, è della generazione nata nel 1982. Scrive per il quotidiano la Repubblica e il settimanale l’Espresso. Ma non ha abbandonato la Gazzetta di Modena, dove nel 2006 ha iniziato a scrivere di cronaca. Si occupa di giudiziaria, e soprattutto ama scavare la superficie della cronaca e realizzare inchieste. Le relazioni tra mondo economico e organizzazioni mafiose, sono spesso al centro delle sue inchieste. Ha conseguito la laurea in Criminologia nel 2008, con una tesi sulla “‘ndrangheta transnazionale”. È autore di “Gotica, ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea” edito da Round Robin (novembre 2011). Da dicembre scorso è costretto a vivere sotto scorta. A giugno 2012 gli è stato assegnato il premio per i cronisti di provincia dedicato a Enzo Biagi, per gli articoli pubblicati nel corso del 2011 su la Gazzetta di Modena. Sempre nello stesso anno ha ricevuto una menzione speciale al premio Biagio Agnes. E l’Archivio per il disarmo l’ha premiato con la “Colomba d’oro per la pace”. Tutti i premi li ha dedicati ai giornalisti precari e sfruttati, e minacciati. “Tanti, troppi colleghi vivono condizioni di pericolo solo perché raccontano come stanno le cose in questo Paese”, ripete sempre.

L’Assemblea ER e i nuovi conCittadini, i ragazzi incontrano Giovanni Tizian

08.05.2013

12.545 ragazzi coinvolti, 1.144 adulti, 9 Province, 9 Comuni capoluogo, 18 Comuni del territorio, 10 scuole elementari, 6 medie e 25 superiori, 50 Consigli comunali dei ragazzi, 16 Consulte giovanili, numerose fondazioni e associazioni. Sono i numeri di conCittadini 2012/2013 (http://www.assemblea.emr.it/cittadinanza/attivita-e-servizi/concittadini), il progetto di partecipazione rivolto alle scuole e ai territori voluto dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna. E quella di quest’anno è stata un’edizione piena di novità e spunti di riflessione, che si concluderà a maggio con tre momenti di condivisione e restituzione alla collettività di quanto realizzato, approfondito e prodotto dai ragazzi. Si parte il 10 maggio con la giornata dedicata alla Legalità, si continua il 17 maggio con i lavori sulla Memoria, per arrivare poi al 31 maggio con le riflessioni sui Diritti. Tre diverse occasioni di confronto, per dare uno spaccato di ciò che i ragazzi sentono, pensano e vogliono rappresentare al mondo degli adulti su temi di grande rilevanza e attualità. Gli incontri si terranno tutti nella Sala Polivalente ‘Guido Fanti’ dell’Assemblea legislativa, in viale Aldo Moro 50 a Bologna.

Il primo appuntamento sarà quindi venerdì 10 maggio. Insieme alla presidente dell’Assemblea legislativa, Palma Costi, quest’anno a parlare di legalità ci sarà anche il giornalista Giovanni Tizian, da alcuni mesi costretto a vivere sotto protezione dopo aver ricevuto minacce dalla ‘ndrangheta in seguito alle inchieste realizzate sulle infiltrazioni mafiose nel Nord Italia e nella nostra regione. Cosa ha voluto dire, e cosa tuttora vuol dire, per un giovane giornalista vivere sotto scorta? Tizian, che ha raccolto con entusiasmo l’invito ad incontrare i ragazzi e gli adulti che li hanno affiancati sui progetti di educazione alla legalità, offrirà la sua testimonianza su ciò che significa nel concreto lottare contro la mafia. L’intervento del giornalista sarà affiancato dal contributo del Maggiore Fernando Cassanelli, del Comando provinciale di Bologna dell’Arma dei Carabinieri, che introdurrà gli studenti alla comprensione dell’impegno dell’Arma nella prevenzione e nella repressione della criminalità organizzata.

Quello della legalità è un tema che ha registrato un incremento di interesse nei progetti elaborati per questa edizione di conCittadini e che rileva, da una parte, la forte propensione dei ragazzi ad approfondire il fenomeno mafioso e le sue manifestazioni, dall’altra, l’impegno sempre più forte e condiviso delle istituzioni a contrastare le manifestazioni criminali anche attraverso azioni e interventi sul piano educativo. Una scelta condivisa anche dal coordinamento del progetto conCittadini con la decisione, negli ultimi anni, di ricondurre gli ambiti progettuali a tre macroaree (legalità, memoria e diritti) e di concludere i percorsi con una giornata di condivisione in cui i ragazzi, veri protagonisti, hanno la possibilità di raccontare le esperienze fatte ai loro coetanei e colleghi.ConCittadini rappresenta l’esito di un percorso lungo e articolato attraverso il quale l’Assemblea legislativa ha promosso la costruzione di un modello di dialogo fondato sulla relazione diretta con le scuole e le altre forme di aggregazione giovanile, le istituzioni del territorio e tutti i soggetti della società civile che attive sui temi della cittadinanza attiva e della partecipazione democratica.

via Quotidiano E-R

Giovanni Tizian a Marsala per il Festival di Giornalismo d’inchiesta

Si chiama “La nostra guerra non è mai finita” (Mondadori), ed è il nuovo libro del giovane cronista sotto scorta Giovanni Tizian, che sarà ospite domenica 5 maggio alle ore 11:30 presso la sala conferenze del Complesso San Pietro a Marsala del festival di giornalismo d’inchiesta “Cose Nostre”. Il Mediterraneo è anche al centro degli interessi della criminalità organizzata, che spesso ha incrociato le proprie mire con altri poteri.

Dagli omicidi Mattei e De Mauro a quelli di Rostagno e Ilaria Alpi, sono tante le pagine oscure nella storia recente di quest’area geografica. Senza dimenticare le più recenti inchieste che hanno svelato le attenzioni di Cosa Nostra nella realizzazione e nel controllo della portualità. Al contempo, la “linea della palma” ha proseguito il suo spostamento verso Nord, in un intreccio sempre più perverso di storie, vicende ed episodi. Nel suo libro, Tizian parla di un viaggio attraverso le capitali italiane della ’ndrangheta. Dalle radici dell’impero alle nuove frontiere settentrionali dell’organizzazione mafiosa più segreta e potente.

Tutto ha inizio a Bovalino, profonda Locride, quando viene ucciso un trentenne di etnia rom. Ha pestato i piedi ai grandi capi della ’ndrangheta locale. Quell’uomo ucciso e sfigurato trascina Giovanni Tizian nel vortice dei ricordi della sua infanzia, fatta di violenza e sopraffazione.
L’incendio della fabbrica del nonno, l’omicidio del padre, funzionario di banca, e i sequestri di persona che segnano quella terra affacciata sul mar Jonio. Episodi crudi, raccontati dall’“interno”. Da quel giovane a cui le cosche hanno ucciso il padre, diventato poi giornalista in Emilia Romagna, la regione dove “emigra” nel ’93 con tutta la sua famiglia. Proprio nella ricca e produttiva Emilia Felix inizia a raccontare il potere dei clan. Bologna, Milano, Roma, Piemonte e Liguria, luoghi in cui la mafia calabrese ha messo radici e ha stretto alleanze con la politica e l’imprenditoria. Tizian scrive, indaga, chiede e la ’ndrangheta gli presenta di nuovo il conto, minacciandolo. Così dal 22 dicembre 2011 è costretto a vivere sotto la protezione dello Stato, perché la sua vita è in pericolo. I clan vogliono sparargli in bocca.

Un incontro, quello di Marsala, dove parteciperanno quattro giornalisti che in questi anni, hanno raccontato in maniera diversa, i disegni e i mutamenti delle organizzazioni criminali:Giuseppe Pipitone (autore del libro “Il caso De Mauro”), Rino Giacalone (collaboratore de “Il Fatto Quotidiano”), Giuseppe Lo Bianco (autore di “Profondo nero” e “L’agenda nera della Seconda Repubblica”) e Giovanni Tizian (giornalista de L’Espresso e autore del libro “La nostra guerra non è mai finita”).

 

Viaggio nelle viscere della ‘Ndrangheta - 9 maggio galleria Duomo Feltrinelli Milano

Giovedì 9 maggio alle ore 18, a Milano presso la Feltrinelli Librerie piazza Duomo (angolo Galleria) Giovanni Tizian eCesare Guizzi presenteranno il libro “La nostra guerra non è mai finita”

IL LIBRO
La nostra guerra non è mai finita (Mondadori) di Giovanni Tizian è il viaggio di un giovane cronista attraverso le capitali italiane della ’ndrangheta, dalle radici dell’impero alle nuove frontiere settentrionali dell’organizzazione mafiosa più segreta e potente.
Quel giovane a cui le cosche hanno ucciso il padre, diventato poi giornalista in Emilia Romagna, scrive, indaga, chiede. E rivela le mosse e le alleanze con la politica e l’imprenditoria che hanno portato la mafia calabrese nel Nord.

GIOVANNI TIZIAN (Reggio Calabria 1982), giornalista, scrive per “la Repubblica” e il settimanale “l’Espresso”. Nel 2012 ha vinto il premio per i giornalisti di provincia “Enzo Biagi”, gli è stata assegnata la menzione speciale al premio Biagio Agnes e la Colomba d’oro per la pace. È autore del saggio-inchiesta “Gotica. ’Ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la Linea”.

Via Antimafia Duemila

Combattere la mafia in Emilia, il giornalista Tizian: “Denunciare e informarsi”

Esistono persone per le quali un solo giorno ha determinato l’intera esistenza: per il criminologo e giornalista Giovanni Tizian, classe 1982, la data è quella della sera del 23 ottobre 1989, quando il padre Peppe fu vittima di un agguato mafioso.
La storia di Tizian, invitato dall’associazione “Libera” all’auditorium Sant’Ilario per presentare il suo ultimo libro, “La nostra guerra non è mai finita”, è partita da lì, da un lutto che portò la famiglia a fuggire da Locri (Reggio Calabria), in direzione di Modena e del più sicuro e rassicurante nord Italia: “Parlo della mia storia personale per raccontare un problema di tutti, la sofferenza di un paese intero e della poca memoria che lo affligge – ha raccontato Tizian.
Il viaggio da sud a nord che non ha colmato il bisogno di verità del bambino e del futuro scrittore, ne ha allontanato la mafia che nel frattempo è arrivata anche in Emilia Romagna.
“Piacenza è un territorio di confine con la Lombardia, regione scelta dalla ‘ndrangheta come seconda patria, una situazione che influenza anche questa provincia – ha spiegato il giornalista ai microfoni di Telelibertà – i settori più a rischio sono quelli legati all’edilizia e al mondo degli appalti anche se l’ultima frontiera è la gestione del gioco d’azzardo legale”. ”Per contribuire, ognuno nel proprio piccolo, a smantellare il sistema basta limitarsi a fare correttamente il proprio dovere, denunciare situazioni illegali e informarsi” ha precisato il cronista.
Giovanni Tizian da anni indaga le attività illecite della sua terra d’adozione e mette nero su bianco i nomi che emergono dalle proprie inchieste: nel 2011 è uscito il suo primo libro, “Gotica ‘ndrangheta, mafia e camorra oltrepassano la linea”. Il volume non è passato inosservato, Tizian ha subito delle minacce e da oltre un anno vive sotto scorta, motivo che ha fatto slittare, più volte, l’appuntamento con la platea piacentina: “Non ho mai pensato di andare all’estero, già una volta ho dovuto lasciare un luogo che amavo – ha raccontato Tizian – qui ho il mio lavoro e i miei affetti, è bello cercare di essere utili per far diventare l’Italia un posto ancora più bello”.

ASCOLTA L’INTERVISTA

via Libertà.it

“Il Nord è un casinò gestito dalle mafie”: la denuncia dello scrittore Tizian

SOTTO SCORTA A TRENT’ANNI, IL GIORNALISTA PRESENTA A PIACENZA IL SUO NUOVO LIBRO: “LA NOSTRA GUERRA NON È MAI FINITA”

Piacenza - Emigrato dalla Locride dopo l’omicidio del padre, Giovanni Tizian si è trasferito a Modena, continuando, sotto scorta, il suo lavoro di giornalista. Simbolo della lotta alle mafie, il suo nuovo libro “La guerra non è mai finita” racconta l’esperienza vissuta dallo scrittore in Calabria, ma anche la storia di una ‘Ndrangheta che dal Sud, nell’indifferenza generale, si è spostata al Nord ampliando il proprio mercato, che dal racket della prostituzione e dallo spaccio di droga, si è esteso al gioco d’azzardo, il particolare alle slot machine. “Il Nord è come un grande casinò in cui le mafie hanno trovato un nuovo business”.

L’autore, in visita nella nostra città, presenterà domani alle 18 in Sant’Ilario il suo nuovo libro. “E’ il racconto della mia famiglia che, pagina dopo pagina, diventa la storia collettiva di una terra, la Locride, e di un intero paese, visto dai miei occhi” - ha spiegato Tizian.

Ma gli stessi episodi di violenza sarebbero accaduti – con altri protagonisti – al Nord: “ La ‘ndrangheta e i Casalesi erano già presenti al Nord dagli anni 70 anche se nessuno se ne era accorto. Avevano messo, nell’indifferenza generale, radici tali da poter controllare l’economia del paese. Le due indagini più importanti antimafia svolte negli ultimi anni coinvolgono il Nord, composto di regioni ricche in cui il business delle slot machine è particolarmente fiorente”. Difficile che un paese come l’Italia possa mai affrancarsi da questo cancro: una lotta infinita, che sembrava aver trovato un punto di svolta dopo le stragi degli anni ’90. “l’Italia sembrava essersi svegliata dal torpore, ma quando la mafia ha smesso di ammazzare il problema è ripiombato nell’indifferenza. Però i movimenti antimafia ci sono, i giovani reagiscono; manca il livello superiore, ovvero una politica attenta a questi temi e un’imprednitoria che abbia il coraggio di tagliare i fili che la legano alle associazioni mafiose per convenienza.

Oggi abbiamo come ministro dell’interno Alfano, ma l’antimafia del governo Berlusconi si è limitata a dare la caccia ai latitanti e non a stanare le complicità con la politica, visto che gli imputati per mafia erano in parlamento dalla loro parte politica – ha sentenziato lo scrittore. Se questa è la vera lotta alla mafia siamo molto indietro”.

Pier Paolo Tassi

Via Piacenza 24

Parma: Doppio appuntamento il 3 maggio con Giovanni Tizian

Verso Nord in fuga dal fuoco di una terra che incenerisce sogni e passioni. Per ritrovarsi poi spettatore e cronista di logiche già vissute sulla mia pelle.> Giovanni Tizian, Gotica 2011
Il 3 Maggio ore 17.00 nell’aula filosofi dell’Università di Parma (sede centrale - Giurisprudenza), l’UDU (unione degli universitari) e Libera promuovono un incontro con ospite Giovanni Tizian, scrittore e cronista di fatti di Mafia e N’drangheta che oggi lo costringono sotto scorta, per parlare delle infiltrazioni della criminalità organizzata nei territori del Nord Italia.

“Una testimonianza forte, che l’UdU e libera portano dentro l’università per diffondere i valori fondamentali dell’Antimafia anche all’interno del primo centro culturale della nostra città, per spiegare ai giovani e agli studenti che le mafie, anche nella nostra regione, sono un tema attualissimo che merita tutta la nostra attenzione.
Alle 20,30 sarà a Colorno dove il sindaco è stato oggetto di minacce. Vedi immagine successiva

Presentazione del Libro “La nostra guerra non è mai finita”

Ore 18.00 alla libreria Feltrinelli di via Farini; Giovanni Tizian e il giornalista Antonio Mascolo.

Giovanni Tizian racconta il viaggio di un giovane cronista attraverso le capitali italiane della ’ndrangheta. Il brutale omicidio nella Locride di un trentenne di etnia rom trascina Tizian nel vortice dei ricordi della sua infanzia, fatta di violenza e sopraffazione. E lo spinge a combattere.